Storia, Geografia e Denominazione

Storia, Geografia e Denominazione

L'Abruzzo è una regione dell'Italia peninsulare compresa tra l'Appennino Centrale e la costa adriatica; un territorio in grado di offrire interessanti attività durante l'intero anno. La natura di questa regione offre incontaminate spiagge, colline e paesaggi montanari dove, in inverno, ci si diverte tra le alte vette del Gran Sasso, della Maiella e del Velino alle prese con lo sci e le più diffuse attività sportiva d'alta quota, ma non è tutto. 

POSIZIONE GEOGRAFICA

L’Abruzzo situa nel centro Italia, confina a nord con le Marche, a ovest con il Lazio, a sud con il Molise infine si affaccia sul mar Adriatico. L’Abruzzo è prevalentemente montuoso e collinare, invece la pianura ha una stretta fascia  lungo la costa lunga 170 km.La catena montuosa che si trova in Abruzzo è l'Appennino centrale abruzzese. Il clima dell’Abruzzo è fortemente condizionato dalla presenza del Massiccio montuoso Appenninico-Centrale, che divide il clima della fascia costiera e delle colline sub-appenniniche da quello delle fasce montane interne più elevate: mentre le zone costiere presentano un clima di tipo mediterraneo con estati calde e secche ed inverni miti e piovosi, la fascia collinare presenta caratteristiche climatiche di tipo sublitoraneo con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano.

ORIGINI E STEMMA

La parola Abruzzo deriva dal latino  come evoluzione popolare di Praetutium, ovvero la terra dei Pretuzi (lat. Praetutii o Praetutii), un'antica popolazione italica che viveva nella zona dell'attuale Teramo. Secondo altre ipotesi, il lemma potrebbe derivare anche da abruptus (in latino "ripido", "scosceso"), participio perfetto del verbo abrumpere ("strappare", "troncare", "violare i patti"). Nel 1273 Carlo I d'Angiò, col diploma di Alife, divise il Giustizierato d'Abruzzo (creato da Federico II nel 1233) in due territori: Abruzzo Citeriore e Abruzzo Ulteriore, rispettivamente al di qua e al di là del fiume Pescara (in raffronto alla Sicilia e a Napoli, considerati i due centri del Regno); la regione fu, da allora in poi, nota anche come "gli Abruzzi". Lo stemma della regione è stato adottato nel 1976; la forma è quella di uno scudo italico ed il disegno è costituito da tre fasce oblique, ognuna delle quali raffigura una caratteristica della regione: quella superiore, bianca, simboleggia le montagne innevate, quella mediana, le colline, mentre l'ultima richiama il colore del mare

STORIA

DAL PALEOLITICO AL NEOLITICO → L’uomo ha abitato nella regione dell’Abruzzo per milioni di anni. I primi abitanti erano probabilmente nomadi e sopravvivevano di caccia durante il Paleolitico (dall’età antica della pietra al 100.000 a.C.). L’estensione della loro presenza andava dalle valli alle montagne fino alla costa dell’Adriatico. Nel periodo del Neolitico (età nuova della pietra dal 10.000 a.C. a circa il 2.000 a.C.) esisteva un’economia agricola e si erano sviluppati piccoli villaggi, come gli insediamenti localizzati a Catignano (provincia di Pescara) e Ripoli (provincia di Teramo), e persino nelle colline intorno a Calascio. L’ ETÀ DEL FERRO → L’età del ferro (dal 1.200 al 600 a.C.) in Abruzzo diede inizio alla lunga storia della pastorizia che cominciò con l’arrivo della popolazioni dell’odierna Europa centrale, così come i popoli di origine asiatica. Si sviluppò una cultura basata sui settori dell’agricoltura e della pastorizia. L’età del ferro in Europa è stata riconosciuta come l’era in cui la creazione di armi, strumenti ed utensili per la coltivazione erano stati adottati per uso quotidiano LE TRIBÙ DELL’ ABRUZZO → Le popolazioni italiche erano divise in tribù, l’area dell’odierna provincia dell’Aquila (dove si trova Calascio) era abitata dalla tribù dei Vestini (la mappa sotto mostra una divisione delle tribù regionali). Le regioni dell’Abruzzo e del Molise possiedono reperti di armature in bronzo risalenti all’età del ferro. Piatti e recipienti per bere sono stati scoperti nelle due regioni presso siti funerari. La ceramica locale e il metallo risalente alle comunità dell’età del ferro del versante est della Campania e della costa dell’Abruzzo e del Molise mostrano come la loro cultura fosse resistente alle influenze esterne. I ROMANI IN ABRUZZO → Le testimonianze archeologiche di epoca romana in Abruzzo includono: un teatro e un anfiteatro ad Arniternuni (Amiterno) vicino all’Aquila, i resti dell’insediamento Alba Fucens vicino ad Avezzano, il centro di Juvanum a Montenerodomo nella provincia di Chieti, il Santuario di Ercole Curino a Sulmona, Peltuinum a Prata d’Ansidonia (provincia dell’Aquila) e Corfinium, oggi Corfino (provincia dell’Aquila) costruito sulla via+ Valeria e un tempo capitale della Lega Italica. Altri resti archeologici del periodo romano sono stati ritrovati in Abruzzo nelle città di Teramo e Atri. L’ESPANSIONE ROMANA → I romani avevano costruito strade vicino all’Abruzzo e di conseguenza si svilupparono nuovi insediamenti, mentre le città già esistenti vennero allargate con la costruzione di terme, teatri, templi e altri edifici. Lo svuotamento parziale del Lacus Fucinus (Il Lago Fucino) nell’attuale provincia dell’Aquila fece strada alla costruzione di uno sbocco artificiale, iniziato nel 41 d.C. per mano dell’Imperatore Claudio, che è stato funzionante fino al 6° secolo. Altre rovine sono presenti nell’area di Incile vicino ad Avezzano. LA DINASTIA DEI BORBONI E IL PERCORSO VERSO L’UNIFICAZIONE→La sconfitta di Napoleone nel 1815 riportò il controllo degli spagnoli ma questa volta era sotto le sembianze della dinastia dei Borboni. Gli stati papali erano stati restituiti al controllo del Papa e si assistette ad una fioritura della vita economica e culturale. Il periodo post-napoleonico ha rappresentato l’anello di congiunzione tra la fine della dominazione straniera e la nascita del Risorgimento che portò all’unificazione dell’Italia. L’epoca dei Borboni portò all’insurrezione dell’Abruzzo e di altre parti del sud Italia. A Pescara, per esempio, ci fu la rivolta contro il governo borbonico quando nel frattempo una Repubblica Partenopea di breve durata fu eliminata nel 1799. Le rivolte anti borboniche si ebbero anche nel paese di Penne nel 1837. La diffusa resistenza contro la dinastia borbonica si intensificò quando Giuseppe Garibaldi (1807-1882) invase il sud nel 1860 nel tentativo di unificare l’Italia. I Borboni combatterono presso il loro ultimo avamposto a Civitella del Tronto (provincia di Teramo) quando la fortezza della città si arrese all’esercito pro unificazione nel marzo del 1861. L’ABRUZZO ALL’INIZIO DEL 19^ SECOLO→A seguito dell’unificazione, Vittorio Emanuele II fu incoronato re d’Italia. Nell’era della post unificazione l’Abruzzo ricavò un considerevole territorio coltivabile quando il lago di Fucino, nei pressi di Avezzano, fu drenato. I lavori furono completati nel 1878 da Alessandro Torliona, un banchiere benestante che si assicurò la proprietà dei terreni come compenso per le sue spese. Mentre l’Italia si adattava alla nuova era, la crescita e la prosperità fiorirono nelle aree urbane. Le città abruzzesi entrarono in un periodo di espansione culturale ed economica, al contrario nella campagna italiana per la classe operaia rimase il problema della disoccupazione e dell’assenza di mobilità sociale. La privazione nelle aree rurali fu esacerbata dalla fine dell’economia della transumanza dell’Abruzzo, la migrazione stagionale delle pecore, la cui lavorazione della lana poteva apportare benefici all’economia. Mentre quest’ultima indietreggiava l’Abruzzo vide un’emigrazione di massa delle famiglie che cercavano una vita migliore in altre parti del mondo

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